Pillole di Psicologia 

Ralph Lauren

“Le persone spesso mi chiedono come ha potuto un ebreo del Bronx creare cravatte alla moda, per un elite di persone, c senza avere soldi e appartenere a una classe alta. A loro rispondo che ci sono riuscito perché avevo imparato a sognare” Nasce Ralph Lifschitz a New York, il 14 ottobre 1939. Nato nel Bronx da una famiglia di immigrati ebrei della Bielorussia. Da giovane si trasferisce a New York e trova impiego come commesso in un negozio di abbigliamento.

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«Il lavoro da brooks brothers mi ha insegnato tante cose. ho iniziato a 24 anni. ma dopo un po’ mi annoiavo. allora ho pensato di fare qualcosa di mio».

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Nel 1967, crea la sua etichetta, Ralph Lauren Corporation, scegliendo un nome ispirato ad uno sport che incarna un mondo di eleganza discreta e stile classico: il polo. Leggi anche: Neuroscienze nelle decisioni.

I primi lavori

I primi prodotti che realizza sono cravatte, più larghe e colorate rispetto a quelle tradizionali, ha bisogno però di produrle, Lauren trova un socio che crede nell’idea e che gli offre 50mila dollari per iniziare la produzione. In seguito inizia a proporre il suo prodotto, bussa alla porta di Bloommingdale’s che gli rispose di modificare, ridurle e venderle con un altro marchio. Lauren a quel punto se ne va ma sei mesi dopo, riceve una telefonata che gli cambia la vita, Bloommingdale’s richiama dicendo che hanno cambiato idea e le avrebbero vendute con il suo nome così come erano.
Le cravatte riscuotono un successo immediato, nonostante fossero state create larghe, fatte a mano e usando materiali insoliti. Nel 1969 è il primo ad aprire una boutique per uomo all’interno di Bloomingdale’s a New York.

La collezione donna 

Nel 1971 crea la prima linea donna con una collezione di camicie di taglio maschile, reinventando il look maschile classico anche per lo stile femminile. Con la linea donna nasce anche il logo del giocatore di polo, che oggi è ovunque e contraddistingue lo stile Ralph Lauren. In quegli anni inizia a occuparsi anche di accessori e calzature. Nel 1997 la sua azienda viene quotata in borsa.

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“Non avevo una visione. stavo facendo ciò che amavo: cravatte che erano diverse da ogni altra cosa che c’era sul mercato, più larghe e originali. non volevo essere il migliore, ma solo fare le cose a modo mio.”
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La malattia

A 40 anni rischia di morire a causa di un cancro al cervello. Passa periodi di difficoltà economica ma non si arrende. Infatti lui dice: “Quello di cui sono più fiero è di aver affrontato il business a modo mio, senza mettere da parte la mia personalità, le mie idee”. La difficile malattia gli fa prendere una decisione importante. Decide di creare appositamente una linea di accessori femminili, Pink Pony, dove il 25% del ricavato delle vendite è destinato alla Polo Ralph Lauren Foundation, attiva nel supportare la ricerca contro il cancro.

Il ritiro

Oggi a 75 anni lascia ma il suo terzo figlio David Lauren, decide di seguire le orme del padre e far carriera all’interno dell’azienda. Oggi David ricopre il ruolo di Chief innovation officier e Vice chairman del board.

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