Le strategie di coping

Posted by Dott.ssa Giulia Ghiotto – Psicologo Neuropsicologo / Psicologia

Il concetto di “coping” si riferisce al modo in cui le persone rispondono e fronteggiano situazioni avverse e sfidanti. Il termine infatti, ha significato di reagire, fronteggiare, resistere e gestire. Utilizzare le giuste strategie di Coping è considerato un processo adattivo e dinamico nei confronti dell’ambiente esterno.

Quali sono le strategie di Coping?

Innanzi tutto vediamo qual è la più famosa teoria sulle strategie di coping. La teoria prende il nome di ‘Teoria cognitivo-transazionale’ ed è stata proposta da Lazarus nel 1974 e poi rielaborata da Folkman nel 1984. Secondo questi autori il coping è un processo di risposta adattivo, che le persone mettono in atto per gestire le richieste del contesto, ossia dell’ambiente. Più precisamente, il coping è la risposta che gli individui danno, in seguito alla valutazione cognitiva dell’evento. Tale valutazione avviene in modo immediato e la reazione a queste valutazioni, sarebbe la strategie di coping che viene messa in atto. 

Ne deriva che, queste strategie, sono delle modalità stabili, con cui le persone affrontano le diverse situazioni. Fatta questa dovuta premessa, veniamo ora alla descrizione più accurata della teoria. Folkman e Lazarus hanno distinto 3 grandi famiglie di strategie di coping:

Strategia focalizzata sul problema: Per cui la persona esplora le proprie capacità di affrontare e dominare l’evento, compiendo delle azioni per intervenire direttamente sul problema. Se adotti questa strategia tendi a voler affrontare le cause del problema, cercando di capire che cosa possa permetterti di gestire al meglio la situazione. 

Strategia centrata sull’emozione: Ossia quei tentativi regolativi, che si mettono in atto per modificare l’impatto emozionale negativo dell’evento. Se usi questa strategia, probabilmente sei incline all’introspezione. Cerchi di gestire le tue emozioni nel tentativo di ridurre il disagio. 

Strategia centrata sull’evitamento: Rappresentata dal tentativo di ignorare la minaccia o distanziarsene con espedienti sociali o distraenti. In questo caso, tenderai a fuggire dalla situazione anche emotivamente, prenderei le distanze dall’evento e farai di tutto per non pensarci. 

In realtà, nessuno mette in atto strategie “pure e fisse“ di fronte ad una situazione conflittuale. In generale si passa da una strategia ad un’altra, la classificazione qui presentata è utile a dare un inquadramento concettuale, di come funzionano le diverse tipologie di coping.

Alcuni esempi di strategie che puoi mettere in atto

Quando una strategia è funzionale, riesce a mitigare o ridurre la portata problematica dell’evento sulla persona. L’evento stressante viene quindi affrontato e superato efficacemente. Se invece la strategia è maladattiva, può anche aggravare la situazione che si sta vivendo. Le risorse di coping costituiscono alcune delle possibilità a cui è possibile affidarsi per gestire le situazione difficili.

In pratica, quali sono queste strategie? 

  • L’ottimismo: Pensare che le cose alla fine andranno bene, coltivare aspettative positive nelle situazioni e nelle difficoltà.
  • Senso di padronanza (mastery): Esser profondante sicuri e convinti di essere in grado di gestire la situazione, da qui la percezione di poter esercitare controllo sia sui propri stati mentali, sia sui propri comportamenti. Il senso di padronanza è direttamente collegato al senso di autoefficacia.
  • L’umorismo: Sembra che l’umorismo possa essere utilizzato con successo per affrontare situazioni conflittuali o stressati. Scaricare le tensioni attraverso l’umorismo aiuta a ridurre al minimo il carico di stress.
  • Buona autostima: Avere una buona autostima aiuta a non farsi sovrastare da ciò che sta succedendo. Questo perché l’evento stressante, non va a mettere in dubbio la persona o la sua personalità.
  •  Supporto sociale: Definito come la percezione di essere apprezzati e di far parte di una rete sociale su cui far affidamento.

Nel mio recente articolo sulla resilienza, ho approfondito quanto questa possa essere di fondamentale importanza ai fini del benessere. Adottare le giuste strategie di coping è uno dei fattori facilitanti nello sviluppare una risposta resiliente. 

E se non ho strategie di coping?

Il mancato sviluppo di un adeguato reperito di strategie di coping, può portare allo svilupparsi di strategie disadattanti, che non consentono la possibilità di affrontare e risolvere i problemi adeguatamente. Alcune di esse sono:

La dissociazione: Descrive la disconnessione tra alcuni processi psichici, rispetto al restante sistema psicologico dell’individuo. In pratica, manca la connessione tra il pensiero, la memoria e l’identità della persona.

La ricerca di sicurezza tramite qualcuno: Si intende quando si dirige tutta l’attenzione e si delega la risoluzione del problema ad altri. 

L’evitamento: In questo caso l’individuo si rifiuta di fronteggiare situazioni, oggetti o persone che generano angoscia, sottraendosi alla situazione. 

La fuga: È una strategia di affrontamento che implica la tendenza ad evadere dal mondo reale alla ricerca della sicurezza e della tranquillità, attraverso fantasticherie, video giochi, social e quant’altro sia utile per “nascondersi” e non pensare alla situazione.

Le strategie di coping non vanno confuse con i  meccanismi di difesa, anche se i nomi possono trarre in inganno. In quanto, le prime sono consapevoli, per cui chi le mette in atto, in qualche modo sa che sta gestendo una situazione in quel modo. I meccanismi di difesa invece, sono inconsapevoli e sono messi in atto fuori dal controllo della nostra coscienza. 

Metti in pratica: Come puoi migliorare le tue strategie?

Sulla base degli studi sembra che, nello sviluppare le strategie, si mettano in atto molte differenze tra una persona ed un altra. Per migliorare le tue strategie, puoi iniziare rispondendo alle domande che trovi qui sotto. Queste ti aiuteranno a capire meglio il tuo modo di reagire e confrontandolo con quanto scritto sopra, potrai vedere dove puoi migliorare. Prova a pensare alle situazioni che mettono in difficoltà la tua vita e delinea quali possono essere le strategie che normalmente utilizzi: 

A. Di fronte ad una situazione difficile o sfidante, reagisci in maniera attiva o passiva?

B. Quando ti trovi a gestire un problema, lo gestisci in base alle informazioni stesse del problema o in base alle emozioni che provi?

C. Ha l’abitudine a pianificare i tuoi comportamenti e utilizzi il problem-solving oppure improvvisi in base al momento?

D. Generalmente, reagisci con ostilità e rabbia oppure riesci a rimanere calmo e tranquillo nonostante tutto?

E. Sei un tipo di persona che vuole caversela da solo in ogni circostanza o cerchi il supporto di altre persone?

F. Quali abitudini positive o negative metti in atto per gestire lo stress? Quali compaiono con più frequenza nei momenti di maggiore stress e difficoltà?

Come avrete sicuramente intuito, il concetto di coping è fondamentale, non solo a livello squisitamente psicologico, ma anche sulla base delle diverse applicazioni e conseguenze sulla vita quotidiana. Per ottenere il tuo profilo personale gratis, inviami le tue risposte a: info@giuliaghiotto.it. 

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