Che cos’è?

La valutazione neuropsicologica è un esame delle funzioni cognitive, finalizzato a indagare lo stato cognitivo della persona e a individuare eventuali deficit delle funzioni cognitive (ad es. memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive, funzioni visuospaziali, abilità prassiche ecc.).

La valutazione neuropsicologica prevede un colloquio clinico iniziale e la somministrazione di test psicometrici, e test specifici, finalizzati a individuare eventuali difficoltà nelle funzioni cognitive. Prevede inoltre un colloquio con un familiare del paziente, e una breve discussione dei risultati ottenuti.

Il neuropsicologo successivamente, analizza ciò che è emerso dalla valutazione clinico-neuropsicologica e fornisce una relazione di sintesi.

Come si svolge la valutazione neuropsicologica in età adulta?

La valutazione neuropsicologica comprende:

  • Raccolta dei dati anamnestici
  • Colloquio psicologico con il paziente e familiari
  • Esecuzione di test neuropsicologici e valutazione del paziente con scale comportamentali e funzionali ad hoc
  • Esame dello stato psico-affettivo del paziente

A conclusione della valutazione, lo specialista stila una relazione neuropsicologica che sarà consegnata al paziente dopo pochi giorni. L’esame neuropsicologico può fornire indicazioni su programmi di trattamento riabilitativo non farmacologici.

Quanto dura?

La durata della valutazione neuropsicologica varia in base alla finalità dell’esame e alle risorse del paziente. Può avere una durata media di due ore (spesso è consigliabile suddividere la valutazione in più di una seduta).

Chi la fa?

L’area di studio e intervento della neuropsicologia consiste nelľanalisi delle modalità di funzionamento, fisiologiche e patologiche, dei processi cognitivi della mente e delle peculiarità delle diverse funzioni intellettive legate alle differenti aree cerebrali.

Per questo la valutazione neuropsicologica, viene effettuata dal neuropsicologo (psicologo specializzato in tale disciplina) e consiste dunque, nella misurazione delle facoltà cognitive del paziente.

La valutazione neuropsicologica dell’adulto e dell’anziano è solitamente richiesta da:

  • Neurologo
  • Psichiatra
  • Geriatra
  • Medico di base

Perchè viene richiesta?

La valutazione neuropsicologica viene richiesta solitamente, per:

  • Accertamento clinico di patologie neurologiche acquisite e caratterizzate, o eventualmente associate, da deficit cognitivi ed emotivo-comportamentali
  • Giudizio di idoneità alla guida
  • Finalità di natura medico-legale
  • Accertamento diagnostico richiesto dalla Commissione medica per l’Invalidità Civile.

A che cosa serve la valutazione neuropsicologica in età adulta?

La valutazione neuropsicologica ha l’obiettivo di:

  • Rilevare deficit delle funzioni cognitive, come memoria, linguaggio, abilità visuo-spaziali, abilità prassiche, attenzione e funzioni esecutive
  • Identificare alterazioni emotivo-comportamentali
  • Analizzare le conseguenze di deficit cognitivi/comportamentali
  • Formulare una diagnosi neuropsicologica
  • Impostare un trattamento di riabilitazione neuropsicologica

Quali sono le patologie neurologiche acquisite più frequenti?

  • Esiti di ictus cerebrale, traumi cranio-encefalico o encefaliti
  • Forme di demenza
  • Malattia di Parkinson e Parkinsonismi
  • Encefalopatia vascolare cronica
  • Idrocefalo Normoteso
  • Sclerosi Multipla
  • Neoplasie cerebrali

Perchè farla?

Può essere utile richiedere una valutazione neuropsicologica, se la persona o un familiare dell’interessato, comincia ad accorgersi di dimenticanze, smemoratezza, disorientamento, cambiamenti nell’umore o nella personalità ecc.  La valutazione diventa utile per sapere se queste possono essere dei sintomi di una patologia in atto. La valutazione neuropsicologica, infatti, è uno strumento utile alla diagnosi precoce di molte patologie neurodegenerative.

Cosa altro può fare il neuropsicologo?

Il neuropsicologo può essere di supporto al paziente e ai caregiver al fine di:

Fornire informazioni e consigli pratici su come gestire al meglio la malattia del proprio caro (ad esempio su come gestire le difficoltà cognitive o comportamentali).

Fornire un sostegno psicologico, accogliendo il disagio emotivo in relazione ai cambiamenti della vita dovuti alla malattia del proprio familiare.

Cosa succede dopo la valutazione?

Nei casi di diagnosi dubbia (ad esempio nei soggetti con alta riserva cognitiva) sarà indispensabile un’ulteriore seduta di approfondimento. 

La valutazione neuropsicologica si conclude con la stesura di un referto neuropsicologico esaustivo riportante in dettaglio le prove somministrate ed i rispettivi punteggi (punteggi grezzi, corretti, equivalenti o punti Z), i commenti dello specialista e la definizione di una diagnosi neuropsicologica. La produzione di un referto dettagliato garantisce la possibilità di monitorare nel tempo anche lievi modificazioni cognitive, ed appare particolarmente rilevante in soggetti altamente scolarizzati per i quali esiste un marcato rischio di falso negativo.

Il referto neuropsicologico deve essere dettagliato anche in vista di un possibile intervento terapeutico (farmacologico o non farmacologico) per poter rilevare anche lievi modificazioni; qualora l’intervento non farmacologico consista in sedute di stimolazione cognitiva risulta importante indicare oltre alle abilità cognitive compromesse, quelle preservate che possono fungere da leva nelle attività da proporre.

Altre info utili

Per le prestazioni PRIVATE: non è obbligatorio essere in possesso della prescrizione medica di uno specialista.

Durata dell’esame: circa 90 min. In alcuni casi può rendersi necessaria una seconda sessione di approfondimento. Il giorno dell’esame si consiglia di portare con se la precedente documentazione medica ed eventualmente gli occhiali.

Norme di preparazione all’esame: Non è prevista alcuna norma di preparazione.

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