Cos’è l’intelligenza?

Posted by Dott.ssa Giulia Ghiotto – Psicologo Neuropsicologo  / Neuropsicologia

L’intelligenza potremmo definirla come quell’insieme dei processi mentali, che si compiono utilizzando simboli, ad esempio linguistici o logici e attraverso l’uso di immagini e concetti. Ciò ci permette di avere facoltà di di intendere, pensare, elaborare giudizi e soluzioni in base ai dati dell’esperienza. 

Che cos’è l’intelligenza?

Quando si parla di intelligenza, parliamo di un processo mentale che permette di acquisire nuove idee o sviluppare nuove capacità per elaborare concetti e dati dell’esperienza . Tuttavia il concetto è molto più ampio, in quanto, non ha una definizione univoca e universalmente riconosciuta. 

Nella definizione comune, è la capacità di risolvere i problemi, di ragionare sui processi logici. È l’abilità di essere flessibili nei problemi di tutti i giorni. Nella definizione comune viene definito intelligente, anche una persona che ha buona doti verbali e una buona competenza sociale. Anche se, in realtà, queste non derivano direttamente dall’intelligenza ma ne sono facilitate da essa. 

Più in generale può essere descritta come la capacità di percepire o inferire informazioni e di conservarle come conoscenza da applicare come comportamenti all’interno di un ambiente o di un contesto. Una delle domande più poste sull’intelligenza, è se essa sia innata o appresa. In altre parole, si nasce o si diventa intelligenti? 

Moltissimi studiosi e scienziati, nel corso del tempo, hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. 

Dalle ricerche sembra infatti che i l’ambiente sia molto più importante della genetica, nello sviluppare l’intelligenza. Infatti, studi effettuati su gemelli monovulari, evidenziano come lo sviluppo delle capacità cognitive sia fortemente influenzato più dai fattori ambientali. Sembra infatti che la componente genetica, rappresenti solamente una disponibilità di possibilità, mentre la componente educativa ed ambientale, rappresenta un fattore di innesco, per tradurre una potenzialità in una funzionalità effettiva. 

“Il tuo cervello ha più di 100 miliardi di cellule; ciascuna connessa con almeno altre 20.000 cellule. Le combinazioni possibili sono più grandi del numero di molecole dell’universo conosciuto.” – BRIAN TRACY –

Quanti tipi di intelligenza ci sono

Fin dai tempi di Platone e Aristotele, ci si chiedeva che cosa fosse l’intelligenza e quale ambito riguardasse. A tal proposito i due filosofi avevano opinioni ben diverse. Platone sosteneva che la ragione può portare ben oltre i confini del buon senso e dell’esperienza quotidiana, fino ad arrivare anche al mondo delle idee. Aristotele invece, al contrario, sosteneva che gli esseri umani avessero una capacità unica di ragionare.

Questo punto, se l’intelligenza fosse unica o divisa, è stato in seguito analizzato in molte ricerche. R. B. Cattel ( 1905-1998), ad esempio, distinse due tipi di intelligenza: 

L’intelligenza fluida: ossia la capacità di astrazione e adattamento intellettuale. In altre parole è la capacità di percepire le relazioni tra cose o concetti, indipendentemente dall’esercizio o dall’apprendimento avvenuto in precedenza.

L’intelligenza cristallizzata: è la capacità mentale derivante dalle precedenti esperienze. Cioè la conoscenza consolidata e applicata in modo passivo e ripetitivo.

R.J. Sternberg (1987) ha proposto invece una teoria tripartita, incentrata sulle capacità analitiche, creative, sintetiche e pratiche. Questo modello ipotizza che l’intelligenza si esprima attraverso tre modalità fondamentali:

L’intelligenza analitica, che comprende la capacità di analizzare nei dettagli, di valutare, di esprimere giudizi e operare confronti tra elementi diversi.

L’intelligenza creativa legata all’intuizione. Si realizza nella capacità di inventare, di scoprire, di immaginare e di affrontare con successo situazioni nuove per le quali le conoscenze e le abilità esistenti, si mostrano inadeguate.

L’intelligenza pratica comprende invece la capacità di utilizzare strumenti, applicare procedure e porre in atto progetti, ecc.

L’idea di suddividere l’intelligenza in 9 manifestazioni fondamentali, derivanti da strutture differenti del cervello e indipendenti l’una dall’altra, è stata di  Howard Gardner, nel 1994. I nove macro-gruppi intellettivi sono: Intelligenza Linguistica, Intelligenza Logico-Matematica, Intelligenza Spaziale, Intelligenza Corporeo-Cinestesica, Intelligenza Musicale, Intelligenza Intrapersonale, Intelligenza Interpersonale, Intelligenza Naturalistica e Intelligenza Esistenziale. Per approfondire l’argomento visita la pagina che trovi a questo link .

Come si misura l’intelligenza?

Innanzi tutto ci chiediamo: si può davvero misurare l’intelligenza? Anche in questo caso le risposte sono contrastati. Non essendo riusciti a dare una definizione univoca di cosa sia, è difficile per gli sperimentatori, misurare un concetto che non sia concreto e tangibile. Sono stati comunque sviluppati alcuni modelli per la valutazione dell’intelligenza. Va però precisato che tali modelli, valutano solamente aspetti specifici della capacità intellettiva.

Alfred Binet (1911) e in seguito Lewis M. Terman presso l’Università di Stanford (1916), costituirono un test in cui il concetto chiave è dato dal quoziente d’intelligenza ( QI). Questo dato, è ricavato dal rapporto tra l’età mentale e l’età cronologica di una persona, moltiplicato 100 . Una notizia del Corriere della sera dell’11 Maggio del 2021, riporta che a livello globale, l’Italia si classifica settima, ma 1° in Europa, con un QI medio pari a 102, davanti a UK (100), Germania (99), Francia e USA (98).

Più tardi nel 1939 Wechsler-Bellevue, poi riveduta da Wechsler, pubblicarono la scala Wechsler Adult Intelligence (WAIS), la quale comprende anche una serie di dimensioni alternative come: prove verbali (cultura generale, comprensione,…) e prove di performance (riordinamento di figura, disegno di cubi,..).

Negli anni successivi, è stato poi creato un test d’intelligenza, Il Test delle Matrici progressive di Raven, che non prendesse in considerazione il livello di cultura della persona, ma cha valutasse solamente la sua intelligenza non verbale. Il test è composto da schede e in ogni scheda viene richiesto di completare una serie di figure con quella mancante. Ogni gruppo di item diventa sempre più difficile,

Questi sono solo alcuni esempi, la ricerca della definizione e della misurazione dell’intelligenza è ancora ampiamente in atto. 

Libri Consigliati

Può diminuire l’intelligenza? 

Sì, anche di 18 punti. Che significa questo? Secondo uno studio dell’University College of London, pubblicato sulla rivista Nature, l’intelligenza può crescere anche di 21 punti, o crollare di 18,  diventando così “meno intelligenti”. Questo può accadere quando il cervello non viene esercitato e stimolato adeguatamente. Ci sono anche altri fattori che vanno ad influenzare negativamente l’intelligenza agendo direttamente sui neuroni. Si è visto che con l’assunzione di sostanze psicotrope c’è una vera e propria modificazione della struttura cerebrale, che viene “ricordata” anche quando si smette.

A tal riguardo il prof. Antonello Bonci, Direttore Scientifico, National Institute on Drug Abuse al NIH degli Stati Uniti, ha detto che gli stimolanti quali ad esempio l’alcol, la nicotina e l’eroina, possono stimolare nel cervello una “memoria inconscia” che nel tempo potrebbe creare modificazioni permanenti nella struttura cerebrale e distruggere le cellule nervose. Consiglio a tutti gli interessati (adolescenti e non) di consultare il nostro sito del National Institute on drug abuse (NIDA), è pieno di informazioni dettagliate ma scritte con un linguaggio semplice http://teens.drugabuse.gov/ –

Anche le cattive abitudini possono essere degeneranti per il nostro cervello. Ad esempio non riposare nel modo giusto, gli studi dimostrano che, chi non dorme a sufficienza, tende a stancarsi prima nello svolgimento di un’attività e a commettere più errori di chi dorme di più. Anche guardare troppa televisione può far male al cervello. Lo dicevano sempre le nostre nonne e avevano ragione. La televisione è un mezzo di intrattenimento molto popolare, eppure, guardare troppa televisione è un’abitudine in grado di ridurre il quoziente intellettivo. Sembra che, la passività alla quale ci costringe, tenda ad “addormentare” Il cervello e le sue facoltà cognitive.

Metti in pratica: Come essere più intelligente

Nel tempo le persone si sono spesso interrogate su come poter fare per diventare più intelligenti. A tal proposito sono stati proposti e ipotizzati diversi metodi ma la loro efficacia è ancora oggetto di discussione. Ciò non significa che non si possa migliorare le singole abilità o i diversi aspetti dell’attenzione, o della percezione, della comprensione e della memoria. 

Inizia ora ad esercitare e migliorare: 

Migliora l’attenzione

Avere la capacità di prestare attenzione a più di uno stimolo alla volta è probabilmente una delle migliori abilità da utilizzare nel quotidiano. Hai presente quando abbassi la radio per parcheggiare o fare manovra? Succede a tutti. È un fenomeno naturale che attivi quando hai bisogno di concentrarti su uno stimolo alla volta. Ecco quindi come puoi esercitarti:

1- Scegli un compito che per te abbia una facilità media. Ad esempio leggere il giornale, fare enigmistica, fare esercizi di matematica, etc. L’importante è che siano esercizi che prevedano la lettura.

2- Accendi la radio. Scegli una stazione dove ci sia molto parlato.

3- Ora fai i tuoi esserci ascoltando la radio. Sembra facile? Questo perchè manca ancora un pezzettino.

4- Alza man mano il volume della radio, fino a quando diventa fastidioso per te e da lì, fai i tuoi esercizi ignorando ciò che stanno dicendo alla radio.

5- Mantieni questa associazione per 15 min il primo giorno, poi, aumenta il tempo di resistenza al doppio compito.

Potenzia le percezione

Per questo esercizio, procurati un foglio bianco e una matita. Guarda l’immagine che trovi qui a lato, cliccando sul pulsante e cerca di copiarla a mano libera nella maniera più precisa possibile. 

Aumenta la comprensione 

Per questo esercizio avrai bisogno di un giornale, una rivista o un articolo qualsiasi di questo sito. Leggi una sola volta, dopo di che, cerca di riformulare a parole tue ed ad alta voce, tutto ciò che hai letto. Trova i sinonimi, cerca altri modi per dire quello che hai letto. Puoi rileggere quante volte vuoi, l’importante è che tu abbia, alla fine dell’esercizio, padronanza di ciò che hai letto e che tu sia in grado di riformularlo correttamente. 

Rafforza la memoria

Come prima, ti servirà un giornale o una rivista o un articolo di questo sito. Leggilo una sola volta, dopodiché distogli completante lo sguardo dall’articolo e ripeti tutto ciò che hai letto. Fai attenzione ai nomi, alle date, ai numeri, etc. Cerca di ricordare quanti più dettagli possibili. 

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