Quali sono le emozioni?

Emozioni

Siamo portati a pensare che le emozioni siano oggettive e che le proviamo tutti più o meno alla stessa maniera. In realtà essa hanno una notevole varietà personale e si basano sulle esperienze soggettive di ognuno di noi.

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Cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono “stati affettivi” intensi, di breve durata, che vengono attivati da stimoli esterni o interni. Possono manifestarsi con diverse modalità e sono composte principalmente da 3 componenti principali:

Fisiologico: le emozioni attivano il nostro sistema nervoso centrale e periferico.

Espressivo: Attraverso le espressioni del viso, la gestualità, la comunicazione verbale e non verbale.

Comportamentale: La messa in atto di comportamenti e azioni al fine di raggiungere uno scopo.

La teoria evoluzionistica considera le emozioni come dei processi adattivi, che permettono all’uomo e all’animale di valutare il pericolo, o le situazioni in genere, per poter agire di conseguenza, al fine di un miglior adattamento all’ambiente. Questo impulso ad agire, è quello che ci permette di salvarci nelle situazioni di pericolo, di comunicare agli altri la situazione, più in generale si può dire che le emozioni, sono segnali che qualcosa sta succedendo. Provare emozioni è assolutamente fondamentale per la nostra esistenza stessa. 

Ad esempio, sarà capitato a tutti di sentire un rumore forte e improvviso e voltarsi verso di esso. Questo perché la nostra emozione della paura, viene attivata e ci porta a guardare quello che è successo, per capire cosa fare e come comportarsi. Il comportamento che ne consegue, anche se perfettamente coerente con l’emozione provata, ad esempio quando gli animali spaventati dai fari delle macchina si immobilizzano, può essere disfunzionale rispetto alla situazione. Continuando l’esempio, se l’animale si immobilizza in mezzo alla strada, può diventate pericoloso per se stesso e per gli altri. 

Quali sono tutte le emozioni

La sfera affettiva umana è estremamente varia, conoscere quali sono le emozioni ti permetterà di comprendere meglio la gamma della tua sfera affettiva. Sembra addirittura che, chi è in grado di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, abbia meno probabilità di ricorrere a droghe o cibo come valvola di sfogo (studio effettuato presso la George Mason University). Quindi, quali sono? Nella letteratura psicologica si è soliti parlare di 6 tipi di emozioni di base: paura, rabbia, disgusto, tristezza, sorpresa e gioia, avete presente il film della Pixar Inside Out? Queste sono le “emozioni di partenza”, dalla loro combinazione è possibile ottenerne un numero enorme di emozioni complesse, che possano essere raggruppare in:

Emozioni positive: Speranza, gratitudine, godimento, amore, sollievo, etc.

Emozioni negative: Tristezza, malinconia, amarezza, angoscia, etc.

Emozioni ambivalenti: Nostalgia, coraggio, pazienza, timidezza, ribellione, etc.

Con numeri così immensi, sembra difficile imparare a destreggiarsi tra le varie emozioni e imparare a capirle e riconoscerle. Un suggerimento è di iniziare a conoscere le 27 emozioni che sono state mappate da uno studio, condotto da Alan Cowen e Dacher Keltner, della University of California, pubblicati su Pnas,2* dove ha evidenziato che le emozioni sono:

  • Ammirazione
  • Rabbia
  • Apprezzamento estetico
  • Divertimento
  • Ansia
  • Soggezione
  • Imbarazzo
  • Noia
  • Calma
  • Confusione
  • Voglia
  • Disgusto
  • Dolore empatico
  • Estasi
  • Invidia
  • Eccitazione
  • Paura
  • Orrore
  • Interesse
  • Gioia
  • Nostalgia
  • Romanticismo
  • Tristezza
  • Soddisfazione
  • Desiderio sessuale
  • Simpatia
  • Trionfo

Va evidenziato che le emozioni sono stati d’animo completamente soggettivi e che possono assumere diverse sfumature in ognuno di noi.

Emozioni problematiche

Il disagio emotivo è una delle prima cause di richiesta di aiuto in ambito psicologico. La sofferenza emotiva può invalidare fortemente e diventare un’ostacolo nel normale svolgimento della vita quotidiana. Spesso infatti le emozioni che diventano preponderanti durante la giornata, portano con sé un bagaglio di pensieri intrusivi, come ad esempio il rimugino o la ruminazione, che possono causare perdita di energia, di concentrazione e di motivazione. Anche l’ansia, come abbiamo già visto nell’articolo Ansia perché c’è e come gestirla , è un’emozione che può creare non pochi fastidi.

Infatti quando si prova ansia, si tende a valutare una situazione eccessivamente pericolosa o danneggiate per noi stessi e si possono prendere delle decisioni sbagliate. Anche la timidezza, ossia l’incapacità di rispondere in modo adeguato alle situazioni sociali, può comportare una serie di barrire personali, sociali e professionali, che si possono diventare invalidanti. Un’altra emozione che diventa problematica è l’eccessivo senso di vergogna. Questo può compromettere le competenze sociali e portare ad una errata valutazione di se stessi, creando un’idea di inadeguatezza generale.

Quelli che ho presentato sono solamente alcuni esempi di come le emozioni, se esperite con eccessiva enfasi, possono portare a dei limiti autoimposti che possono rivelarsi disattivi per il nostro benessere. È necessario apprendere le modalità di riduzione del carico emotivo.

L’abilità, o meglio, la competenza di regolazione emotiva generalmente viene acquisita nell’infanzia, ma molto spesso questo processo non avviene o avviene in modo inadeguato o incompleto. Il caregiver che non insegna adeguatamente l’autoregolazione emotiva al bambino, contribuirà ad avere un adulto incapace di costruire sufficienti strumenti per fronteggiare gli stati interni. Si avrà un adulto emotivamente disorganizzato con conseguenza che possono ricadere su se stesso e sulle persone che lo circondano. Ricorre ad un sostegno psicologico per portare consapevolezza prima e competenza poi, spesso diventa l’unica via percorribile al fine di ottenere un netto miglioramento della vita.

La regolazione emotiva

Ragazza accovacciata su se stessa

La regolazione delle emozioni, quindi, è un’abilità complessa che permette all’individuo di modulare gli stati emotivi in maniera adattiva. Come abbiamo detto, un bambino che cresce in un ambiente disfunzionale, dove il genitore non è adeguatamente supportivo, può generare processi di soppressione e inibizione delle emozioni stesse. Il bambino cresciuto in una situazione invalidante, potrebbe vivere le attivazioni emotive come sbagliate o esagerate. Il classico esempio di quando un bambino maschio piange e gli viene detto di non “piagnucolare come una femminuccia”.

Oltre a tutte le conseguenze generate dagli stereotipi di genere, il bambino capirà come il provare certe emozioni, sia sbagliato, ricavandone che lui stesso è sbagliato se prova quella gamma di emozioni e le combatterà per tutta la vita. Questo comportamento potrebbe anche portare all’inibizione emotiva, ostacolando in lui la capacità di identificare ed esprimere le proprie emozioni. Un’altra conseguenza dell’incapacità di regolazione emotiva è la disrregolazione emotiva, cioè l’incapacità di regolare e organizzare l’esperienza emotiva e le risposte comportamentali. Le emozioni vengono vissute in modo eccessivo, con livello di attivazione elevati, ben al di sopra dei limiti di “tolleranza”.

Sfociando in condotte aggressive, ossessive e inquinanti o al suo opposto verso atteggiamenti di passività, impotenza, fino alla disperazione. Intervenire è importante, studi dimostrano che la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dedicato sempre più attenzione alle strategie verso le forme di inibizione di difficoltà di regolazione emotiva, sviluppando modelli teorici e di trattamento basati sia su vere e proprie tecniche attentive e comportamentali.

Fonti: 

1- Kashdan, T. B. et. Al. (2010) Emotion Differentiation as Resilience Against Excessive Alcohol Use An Ecological Momentary Assessment in Underage Social Drinkers. Psychological Science; 21(9): 1341-1347.

2-Varieties of reported emotional experience. Alan S. Cowen, Dacher Keltner. Proceedings of the National Academy of Sciences Sep 2017, 114 (38) E7900-E7909; DOI: 10.1073/pnas.1702247114

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di Giulia Ghiotto

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