Abbiamo ancora il diritto di sbagliare?

Tazza di caffè rovesciata su fogli

Vi siete mai chiesti a quale “voce” state dando ascolto quando prendete una decisione? In particolare, quali sono le “voci” del presente, del passato e del futuro che vi stanno influenzando nelle vostre decisioni? Forse non ci siamo resi conto che, ogni giorno, siamo bombardati da persone che “per il nostro bene” ci dicono come dobbiamo comportarci.

Sbagliare è umano?

Che cosa significa “sbagliare”? Leggendo il dizionario troviamo: ‘Agire commettendo errori, specialmente in rapporto a una norma o a un modello comportamentale’ e poi ‘Compiere un’azione non giusta, inopportuna o controproducente’ e ancora ‘Compiere un’azione in modo errato, fallire’. Accidenti, sembra una cosa bruttissima sbagliare. Eppure, quante volte abbiamo avuto la necessità di sbagliare? Pensiamo a quando un bambino impara a camminare o quando impariamo a suonare uno strumento. Sbagliare è inevitabile.

Sbagliare ci serve per apprendere le basi, ci serve per affinare la tecnica, ci serve per insegnarlo poi agli altri. Eppure, il commettere errori, sembra una cosa brutta, quando invece è assolutamente normalissima. Infatti, Aristotele diceva: «Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono». Questo perché la perfezione non esiste. A far le pulci al concetto appena espresso c’è da dire che forse, in natura, qualcosa di perfetto esiste ma di certo questo non riguarda il comportamento umano. L’uomo ha bisogno di sbagliare per imparare.

Se sostituissimo la parola sbagliare con provare, assumerebbe subito un significato diverso. Roberto Baggio, dopo aver “sbagliato” il rigore contro il Brasile nel 1994 disse: «I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli». Potremmo parafrase questa affermazione dicendo che i rigori, li sbaglia solamente chi ha provato a tirarli. Io, ad esempio, posso dire tranquillante di non aver mai sbagliato un rigore. Beh! Certo facile a dirsi! Non ci ho nemmeno mai provato. Per cui, posso dire di non aver mai sbagliato un rigore? No, certo che no.

Solo chi non ha mai sbagliato un rigore può dirlo ma essendo l’essere umano fallibile, di conseguenza ciò è semplicemente impossibile. 

Chi lavora può sbagliare?

A tutti quanti può capitare di sbagliare sul lavoro, l’importante è riuscire ad affrontare i propri errori in modo costruttivo. Sbagliare quando si è a lavoro è indubbiamente molto frustrante e avvilente. In alcuni casi può comportare un serio danno a se stessi o agli altri. Pensiamo ad esempio alle professioni sanitarie o chi lavora con sostanze pericolose o con gli alimenti. Gli esempi sarebbero moltissimi, è facile capire quanto possa essere impegnativo affrontare uno sbaglio sul posto di lavoro. Fortunatamente, ad eccezione di qualche caso, è sempre possibile rimediare ad un un errore sul lavoro.

Sebbene in molti casi, la prima reazione ti porta a cercare delle scuse o peggio ancora, a cercare qualcun altro a cui dare la colpa, la cosa migliore da fare è mantenere la calma e far presente l’errore il più presto possibile. Sarà più facile porvi rimedio. Sarà allora opportuno parlare con il tuo capo, aprendo così un confronto costruttivo sui temi delle priorità, dei compiti e dei ruoli assegnati. Anche se questa azione può risultare in certi casi difficile, così facendo hai la possibilità di elaborare insieme una nuova strategia per colmare eventuali lacune. Oppure per riequilibrare le responsabilità all’interno del tuo team, se necessario.

In aggiunta tieni a mente che, qualsiasi cosa succeda, la reazione più controproducente è quella di pensare che la tua carriera sia finita. Rimarresti bloccato dallo stress e dalla preoccupazione delle conseguenze future. In alcuni casi, un errore sul posto di lavoro, potrebbe persino essere colto come occasione per dare dimostrazione della tua capacità di reazione, collaborazione e onestà intellettuale. Accetta di aver commesso un errore, non tentare di negarlo, fai in modo di essere ricordato positivamente per le azioni che hai messo in atto per porre rimedio.

Affinché non succeda di nuovo, è giusto interrogarsi sul perché si sia verificato. Potrebbe trattarsi di un problema causato dall’insufficienza delle tue competenze specifiche, da una mancanza di una corretta ed esaustiva spiegazione del compito o dall’eccessivo carico di lavoro. In ogni caso, accetta l’errore e le conseguenze e fanne tesoro per il futuro.

Sbagliare in continuazione

A volte può capitare di fare un errore dopo l’altro. Soprattutto quando sei di corsa. Questo perchè, quando svolgi delle attività in cui non puoi fermarti qualche secondo a riflettere, è più facile cadere in fallo. Anche diverse volte di seguito. Secondo gli studiosi, dopo aver commesso un errore, il nostro cervello andrebbe in una sorta di “pausa”, come se avesse bisogno di un po’ di tempo per apprendere ciò che è successo. La questione è che troppo spesso, questo tempo di riflessione, non ce l’abbiamo o non ci viene concesso dalla situazione, di conseguenza la possibilità di sbagliare nuovamente aumenta.

In base a questa ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroscience 1, il nostro cervello ha una regione che ci monitora e ci dice che abbiamo sbagliato, in modo da consentirci di correggere il nostro comportamento. Aggiunge però, lo psicologo George Buzzell, della University of Maryland, a volte questo sistema di controllo può ingannarci e rivolgersi contro. Distraendoci dalla cosa che stiamo facendo e portandoci a fare così, un nuovo errore. La questione è legata al tema dell’orgoglio: prendere atto di un errore significherebbe ammettere una sconfitta, una perdita di valore.

In particolare modo, per una persona che vive le relazioni come rapporti di forza e di potere, prendere atto di un errore significherebbe ammettere una sconfitta. Se ti riconosci in questa descrizione, abbandona subito questi atteggiamenti poco utili al tuo quotidiano. Cerca di sviluppare un’elasticità mentale che ti permetta di modulare il tuo agire sulle situazioni, nel momento in cui accadono. Non fissarti su schemi del passato di forza e potere.

Perchè si ha paura di sbagliare?

Ragazza preoccupata in ufficio

Viene spontaneo chiedersi: «Ma perché c’è la paura di sbagliare?». La difficoltà più grande è quella di capire che in molti casi, non sappiamo esattamente il vero motivo dietro la nostra paura di sbagliare. Sarebbe necessaria un’attenta analisi del nostro trascorso, dello stile educativo genitoriale, del passato scolastico e lavorativo etc. Il consiglio, è quello di parlarne con uno psicologo, saprà di certo aiutarti. In aggiunta a questo, inizia tu stesso ad abituarti ad indagare in profondità le tue emozioni. Ripercorri il tuo passato e le tue credenze alla ricerca dei tuoi blocchi interiori.

Similmente per superare questi blocchi, diventa importante iniziare a esercitarsi e imparare a interrogare la tua paura. Chiedi a te stesso che cosa provi veramente, quando hai paura di sbagliare. In considerazione del fatto che spesso, dietro alla paura di sbagliare, c’è la paura del giudizio e la paura di deludere gli altri. Va da sé che la paura di sbagliare è alimentata da un articolato intreccio di emozioni e pensieri. Infatti, dietro a questo meccanismo, generalmente si nasconde un pensiero del tipo: «Se fallisco. quale immagine darò di me?», «Cosa penseranno gli altri?». 

Nei fallimenti e negli errori, l’immagine che abbiamo di noi stessi si trasforma, soprattutto quando si tratta di insuccessi a cui teniamo. Commettere un errore, in alcuni casi, può influenzare anche l’immagine che diamo agli altri e ciò alimenta ancor di più, la paura di sbagliare. Nella società in cui viviamo, l’idea della persona di successo è fortemente legata a un’immagine di sé vincente, sorridente, appagata. Perfettamente abile e piacente.

Però, se valuti la cosa da un altro punto di vista, vedrai che queste persone, all’apparenza forti e sicure, hanno anche loro parecchie insicurezze. Converrai con me che chiunque diventi abile ed esperto in qualcosa, deve necessariamente aver commesso molti errori. In tal modo, è meglio vedere un proprio errore come un passaggio obbligato per raggiungere un livello più alto di abilità.

Fonti

1. https://www.jneurosci.org/content/37/11/2895.abstract

Articolo precedente 
di Giulia Ghiotto

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L’ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche.