Quando il genitore per lavoro è sempre fuori casa, trovare il tempo per i figli, diventa una vera e propria impresa. A volte, davvero, non c’è il tempo di conciliare tutto: lavoro e vita in famiglia e questo può avere delle conseguenze nel rapporto che si instaura tra genitori e figli. 

A questo punto le domande vengono spontanee. Mi chiedo: siamo davvero sicuri che sia migliore la situazione in cui un genitore resta a casa tutto il giorno ma nel suo profondo è insoddisfatto della propria vita? 

E se non sono costretto a lavorare?

È giusto colpevolizzare i genitori che voglio dedicarsi anche alla carriera anche se ha la disponibilità economica per stare a casa?

A tal proposito, infatti, si leggono molti consigli. Molti suggeriscono di spiegare ai bambini il perchè si è costretti a star fuori casa per lavoro. Questo da il messaggio ai figli che vado a lavorare perchè costretto? E se non sono costretto dovrei restare a casa?

Personalmente sono in disaccordo con il concetto di “essere costretti”. Perchè deve essere accettabile, se non addirittura vista come una qualità positiva, se entrambi i genitori lavorano nelle famiglie poco facoltose, mentre non è vista di buon occhio nelle famiglie facoltose?

Quindi, va bene se i genitori stanno fuori casa perché “costretto” dal lavoro, non va bene se non è “costretto” a lavorare? 

Coinvolgeteli e fatevi coinvolgere

Dal mio punto di vista la parola d’ordine è: coinvolgeteli e fatevi coinvolgere. Coinvolgete i figli nella vostra vita lavorativa  e fatevi coinvolgere nella loro vita. 

Portateli con voi nei viaggi di lavoro e trovate un pò di tempo per fare cose solo con loro. Anche solo una cena tutti insieme in un posto originale o una visita turistica. Create esperienze insieme.

E poi, discutete con loro (per quanto possibile) di alcune questioni del vostro lavoro. Chiedetegli cosa ne pensa, cosa farebbe al posto vostro, fatelo sentire partecipe della vostra vita anche lavorativa. Portalo a lavoro con te quando puoi, fagli vedere l’importanze di quello che fai, l’importanza di seguirei i propri sogni e lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi. 

Fatevi coinvolgere, chiedetegli quello che ha fatto nella giornata e anche se non potete accompagnarli voi fisicamente nei vari hobby di vostro figlio, siate presenti alle loro partite, siate presenti ai saggi di danza. Ricordate le date dei loro esami, siateci nei momenti di gloria e nei momenti di sconforto.

I figli devono sapere che gli volete bene e che ci siete, non serve a nulla rinunciare alla carriera per stare a casa con loro. Presto o tardi potrebbe sentirsi addirittura responsabili per avervi fatto fare questa scelta. 

Devono sapere che gli volete bene.

Ciò che è importante è trovare il modo per farsi sentire comunque “presenti” nella vita dei figli. Chiaramente rispettando i suoi tempi, le sue reazioni e i suoi spazi. Accettate le sue decisioni. Telefonate, mandate un messaggino, interagite sui social. Comunicate con loro seguendo le loro inclinazioni e preferenze. informatevi spesso su come sta e su cosa sta facendo. Anche se nella maggior parte dei casi vi dira “sto bene” e “niente”. Non preoccupatevi se non vi racconta nulla della sua giornata, voi chiedetelo sempre e comunque. Perchè vi interessa davvero sapere cosa gli è successo. 

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